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PIC • Antonello Caporale

"Riconoscere il territorio e documentarlo è un’opera strepitosa di informazione, è un’opera necessaria di democrazia, è un’opera importantissima, rilevantissima, culturalmente decisiva."

Antonello Caporale - trascrizione integrale

L’identità e la memoria è la conoscenza e la riconoscenza di ciò che noi siamo, e chi fa questo lavoro di catalogare e illustrare anche i dettagli del nostro grande Paese, lo fa non solo nell’idea di conoscere quel che c’è, ma far riconoscere agli altri, a noi che ci abitiamo, e a tutti coloro che verranno, quel che gli altri – e gli altri ancora, i nostri avi – ci hanno lasciato. Il problema di conoscere il territorio è anche un problema squisitamente politico perché il dominio della storia della nostra terra – per esempio, se noi avessimo avuto più spedizioni conoscitive, semplicemente e basicamente conoscitive, avremmo capito che l’Italia è stata attraversata da fenomeni migratori millenari, e che noi siamo stati migranti e chi ci ha abitato ha abitato le nostre case, le nostre terre prima di noi, i nostri territori, era migrante. E avremmo avuto contezza non soltanto della qualità architettonica e della bellezza, ma anche della tristezza, della repressione, delle paure, della vita e della gioia e dei dolori, che in tanti anni e tanta gente ha attraversato. Riconoscere il territorio e documentarlo è un’opera strepitosa di informazione, è un’opera necessaria di democrazia, è un’opera importantissima, rilevantissima, culturalmente decisiva. Se fossero non una ma cento e altre cento queste missioni, noi troveremmo una ricchezza enorme che potremmo depositare attraverso la documentazione dei fatti, degli atti, e attraverso le foto e i video, dentro la coscienza civile. Noi abbiamo sempre il problema di avere un deficit della coscienza civile che significa anche un deficit di conoscenza e di sapere. Tutto nasce da lì, dalla consapevolezza di chi siamo stati, di chi siamo e forse di chi saremo.