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PIC • Giampiero Feliciotti

"La valorizzazione del patrimonio comune va ad esaurire tutti i desideri di un amministratore per fare un buon programma, accattivante anche da un punto di vista elettorale. La bontà di questo progetto va oltre la punta del naso e dà ad ogni amministratore un obiettivo che altrimenti sarebbe difficile da immaginare"

Giampiero Feliciotti • trascrizione integrale

Ogni azienda privata cerca di scovare attraverso la ricerca i valori del proprio prodotto, della sua produzione e degli ambiti in cui esso si inserisce. Nella pubblica amministrazione io credo che si abbia il vantaggio di avere mezzi, strumenti e opportunità per fare la stessa cosa su tutto il territorio che ciascuno amministra. Ogni sindaco dovrebbe capire perché si candida, al di là della propria ambizione personale, e mettere sul tavolo una serie di strumenti che possano valorizzare il proprio territorio. Io credo che una disponibilità come quella che offre il progetto PIC • Patrimonio in Comune sia il punto focale per l’azione di qualsiasi pubblico amministratore che va anche a beneficio di ogni cittadino perché in un territorio ci sono dei valori intrinseci da riconoscere che sono nelle opere d’arte, nelle opere monumentali, ma anche nell’ambiente e nell’esame antropologico di un paese, di un borgo, o addirittura di una famiglia.

L’opportunità offerta da PIC credo che dia la stura – in un territorio come quello dei nostri 15 Comuni dei Monti Azzurri e in un momento particolare come quello del post sisma – per guardare il bicchiere mezzo pieno. Causa di forza maggiore la stanchezza dei pubblici amministratori e dei sindaci in particolare. Un patrimonio che può essere virtuale e materiale. Siamo in difficoltà per alcuni tratti del patrimonio materiale a causa del terremoto ma abbiamo un grandissimo vantaggio essendo nelle zone pedoclimatiche migliori per l’enogastronomia, per i vini, per i frutti, ma soprattutto per gli appassionati della montagna e del volo libero, per l’equitazione, la canoa, e per la biodiversità che il nostro territorio rappresenta. Quindi la valorizzazione del patrimonio comune va ad esaurire tutti i desideri di un amministratore per fare un buon programma e perché no anche accattivante da un punto di vista elettorale. Spesso però ci confrontiamo con gap negativi delle persone che si cimentano in questo ruolo e che sono più attratte da risultati materiali immediati che poco hanno a che fare col reale sviluppo territoriale. Io credo che la bontà di questo progetto vada oltre la punta del naso e che dia ad ogni amministratore un obiettivo che altrimenti sarebbe difficile da immaginare. Il patrimonio comune è il valore economico che può dare ad ogni singolo paese – pieno di elementi storici determinanti come l’exploit del mattone nei centri storici, la pietra rosa, le doppie cinte murarie, le colline coltivate ad arte – la giusta considerazione sia da chi abita il territorio che da chi lo viene a scoprire. Credo che si debba ringraziare chi cerca di metterci del suo nonostante non ci sia la giusta attenzione verso qualcosa che vale moltissimo ma che viene troppo spesso scarsamente considerato.